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mercoledì 6 novembre 2013

Mosca pensa al ministero per le relazioni inter-etniche, mentre aumenta la xenofobia

da www.asianews.it

di Nina Achmatova
Secondo i media russi, il Cremlino studia come tenere sotto controllo l'escalation di tensione che serpeggia nella società e venuta alla luce, di nuovo, nel Giorno dell'unità nazionale il 4 novembre. Un dicastero con tali funzioni era stato istituto per la prima volta nel 1917, sotto la guida di Stalin.


Mosca (AsiaNews) - All'indomani di centinaia di fermi in tutta la Russia, seguiti alle numerose manifestazioni nazionaliste che si tengono ogni 4 novembre (Giorno dell'unità nazionale), sono iniziate a circolare voci sulla possibile istituzione di un "ministero delle Relazioni inter-etniche", che si occupi di tenere sotto controllo la crescente tensione nel Paese.
La tradizionale 'Marcia russa', organizzata dai gruppi di estrema destra in diverse città della Federazione - e a cui ha partecipato fino all'anno scorso anche il leader dell'opposizione Alexei Navalny - a Mosca ha attirato in modo particolare l'attenzione delle forze dell'ordine, dopo che a ottobre una manifestazione anti-immigrati è finita in violenti scontri nel quartiere periferico di Biryulyovo. In tutto il Paese, i fermi per diverse infrazioni sono stati circa 200.
L'insofferenza verso gli immigrati, soprattutto dall'Asia centrale, sfocia spesso in azioni estreme. Potrebbe avere come movente la xenofobia, per esempio, il duplice omicidio di un cittadino uzbeko e di un kirghizo, trovati morti accoltellati, il 5 novembre a San Pietroburgo. La polizia non conferma, ma anche nella capitale russa della cultura il sentimento anti-immigrati è molto diffuso e nel Giorno dell'unità nazionale ha portato anche ad alcuni raid da parte di gruppi estremisti contro mercati cittadini, dove lavorano diversi migranti.
Le relazioni tra le numerose etnie che vivono nell'immenso spazio russo hanno conquistato, negli anni, un posto di primo piano nell'agenda politica, con le autorità impegnate a studiare misure più severe per regolare i flussi migratori e assecondare le richieste dell'elettorato per maggiori controlli. Secondo il quotidiano Kommersant, che cita fonti del Cremlino e del governo, il dipartimento del ministero per lo Sviluppo regionale responsabile delle relazioni interconfessionali ed inter-etniche assumerà presto un ruolo primario all'interno delle attività del dicastero. "Di fatto si tratta di restituire il ministero per le Politiche etniche e migratorie", hanno spiegato le fonti. Dal dicastero, come scrive il The Moscow Times, ci si limita a sottolineare che finora non ci sono stati decreti o istruzioni dal Gabinetto che prevedano una trasformazione in questo senso. A quanto riporta Kommersant, inoltre, l'idea è anche quella di nominare in ogni regione un vicegovernatore che si occupi in modo specifico della questione.
Il dicastero per le Relazioni inter-etniche fu istituito per la prima volta nel 1917, con l'escalation di tensioni tra le varie etnie, durante il collasso dell'Impero zarista. Il suo primo e unico capo fu Josef Stalin, che ricoprì il ruolo di commissario del popolo per gli affari etnici fino al 1923. Quando i problemi riesplosero con il crollo dell'Urss, nel 1989, fu creato un comitato statale ad hoc, poi trasformato in ministero nel 1994 e chiuso definitivamente nel 2001. Dal 2001 al 2004, a occuparsi della questione fu Vladimir Zorin, in qualità di ministro senza portafoglio.


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