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lunedì 27 dicembre 2010

Khodorkovski condannato proteste davanti al tribunale

Articolo tratto da Repubblica ( http://www.repubblica.it)

Nel secondo processo, l'ex oligarca che contrastò Putin e il suo socio Lebedev sono stati riconosciuti colpevoli di furto di milioni di tonnellate di petrolio e riciclaggio. Venti manifestanti fermati dalla polizia

MOSCA - L'ex magnate russo Mikhail Khodorkovski e il suo socio Platon Lebedev, in carcere dal 2003, sono stati riconosciuto colpevoli di furto di 218 milioni di tonnellate di petrolio e riciclaggio di somme indebitamente sottratte nel secondo processo a loro carico. Per l'ex patron della Yukos la procura ha chiesto 14 anni di reclusione. Considerando il tempo già passato in prigione, rischia altri sei anni.

Un capo d'imputazione è decaduto per decorrenza dei termini, ha dichiarato il giudice prima di chiedere l'evacuazione dell'aula dove avviene la lettura del verdetto, che potrebbe durare alcuni giorni. Davanti al tribunale di Mosca si erano radunate 200-300 persone, che scandivano slogan come "Libertà per i detenuti politici" e "La Russia senza Putin". "Ognuno di noi può diventare un Khodorkovski", recitava uno striscione. Almeno 20 dimostranti sono stati portati via dalla polizia, secondo quanto riferisce Interfax.

La sentenza è arrivata dopo che il primo ministro Vladimir Putin, in un'intervista televisiva, aveva esplicitamente chiesto la condanna del suo nemico politico affermando che "il ladro deve rimanere in galera". Posizione dalla quale il presidente Dmitri Medvedev, sempre in tv, aveva cercato, almeno formalmente, di prendere le distanze rifiutandosi di esprimersi sul processo e sottolineando che né lui né "nessuna altra carica pubblica" ha il diritto di esprimersi su un caso prima della sentenza. Il consigliere presidenziale Igor Iourguens aveva invece spezzato una lancia in favore dell'assoluzione: "Il pessimismo, l'impressione che i cambiamenti non siano possibili, e l'ipocondria sono diventati un'ossessione nazionale. L'assoluzione sarebbe una sentenza che potrebbe considerarsi non solo giusta, ma anche pragmatica e razionale sotto tutti i punti di vista".

Khodorkovski, 47 anni, era arrivato a essere l'uomo più ricco della Russia e aveva investito parte della sua fortuna per finanziare i gruppi dell'opposizione liberale e comunista nella Duma, il Parlamento federale. Il caso giudiziario che l'ha travolto è considerato da molti come una montatura orchestrata dal potere, e in particolare dall'ex presidente e attuale premier Putin, per eliminare dalla scena un imprenditore troppo indipendente, che non esitava a opporsi al leader del Cremlino. La Yukos, fiore all'occhiello dell'industria petrolifera russa, è stata smantellata a favore di gruppi più vicini al governo.

Non stupisce quindi che la vicenda di Khodorkovski abbia assunto un alto valore simbolico. Un'assoluzione in quest'ultimo processo, considerata dai più altamente improbabile, sarebbe stata vista come un segno di reale cambiamento e liberalizzazione del rapporto tra potere e apparato giudiziario. E' invece arrivata una nuova condanna, una conferma dell'immobilità del sistema russo, malgrado i continui propositi di "modernizzazione" lanciati ufficialmente dai vertici della Federazione. Speranze ce n'erano poche alla vigilia. Secondo la moglie di Khodorkovski, Irina, il marito resterà in carcere almeno fino alle presidenziali del 2012. "Cosa succederà dopo, nessuno lo sa", aggiunge.

"Non esagero quando dico che milioni di occhi in tutta la Russia e nel mondo intero osservano l'esito di questo processo. Osservano nella speranza che la Russia possa dopo tutto diventare un Paese di libertà e legalità, dove la legge è al di sopra del funzionario burocrate", aveva detto Khodorkovski nella sua dichiarazione finale al processo, che date le accuse si è svolto senza giuria.

Nel corso del dibattimento gli imputati e i loro difensori hanno sottolineato come il nuovo giudizio sia stato istruito proprio poco prima della scadenza dei termini per la presentazione della richiesta di libertà vigilata. Il primo processo si era infatti concluso nel 2005 con una condanna a otto anni di carcere per frode ed evasione fiscale. Per la legge russa, la libertà vigilata può essere richiesta una volta scontata la metà della pena: il termine nel caso di Khodorkovski e Lebedev sarebbe scattato solo otto mesi dopo la seconda incriminazione, formulata al marzo 2009.

(27 dicembre 2010) © Riproduzione riservata